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EcoColorDoppler delle carotidi

 

In Italia l’ictus cerebrale (stroke) è la terza causa di morte, dopo le malattie ischemiche del cuore e le neoplasie.

Com’e’ noto,  la patologia cerebrovascolare può essere emorragica o ischemica. Circa il 20% degli ictus  e’ di natura emorragica mentre la maggior parte (80%) e’ di natura ischemica.  Il dato più importante e’ che, in una percentuale significativa, l’ictus riconosce la sua eziologia nella patologia aterosclerotica a carico delle arterie  cerebrali.

La biforcazione carotidea, l’ostio dell’arteria carotide interna ed i primi 2 cm del vaso costituiscono sedi elettive di localizzazione dell’aterosclerosi.

A tutt’oggi la metodica non invasia piu’ affidabile risulta indiscutibilmente l’Eco-ColorlDoppler. Questo   esame diagnostico e’ sempre più richiesto sia dai medici di base che dagli specialisti per la sua totale assenza di invasività e per il suo elevato potere diagnostico.

Attraverso determinate sonde e apparecchiature ecografiche dedicate allo studio dell’apparato cardiovascolare si utilizza il sangue che scorre nei vasi del paziente, come mezzo di contrasto naturale,per la valutazione del cosiddetto “lume interno” delle arterie. In questo modo è possibile stabilire se il vaso, in questo caso la carotide, è pervio o no. Ovviamente è facilmente rilevabile una stenosi che è un punto in cui l’arteria,essendo ristretta,fa” passare meno sangue”.

Attraverso l’EcoColorDoppler è possibile visualizzare le cosiddette placche aterosclerotiche che altro non sono che vere e proprie “incrostazioni” delle pareti interne delle carotidi. La rilevazione di tali placche è molto frequente in corso di questo esame specialmente nei pazienti anziani, ma nella maggior parte dei casi  provocano restringimenti, cioè stenosi, di grado minimo. Se la placca invece occupa gran parte del lume interno vasale (oltre il 70%) determina una situazione di pericolo per il paziente che molto spesso non presenta alcun sintomo e quindi non si rivolge al medico di famiglia rendendo questa patologia particolarmente insidiosa.

Tale situazione  puo’ essere causa di un evento gravissimo, il cosiddetto “ictus cerebrale” di tipo ischemico. Esistono poi le cosiddette placche ateromasiche non “stenosanti ma emboligene”. La placca non ostruisce significativamente la carotide ma si presenta molto irregolare e potrebbe rilasciare piccoli frammenti  che vengono trasportati dal sangue verso il cervello. Anche questa evenienza può causare attacchi ischemici transitori (TIA).

Ultimamente, però, si mette  in relazione l’eventuale ispessimento medio-intimale, (IMT) solo a livello della carotide comune, alla colesterolemia LDL per la valutazione dei fattori di rischio generici cardiovascolari.

 L’incidenza della stenosi carotidea aumenta esponenzialmente con l’età e con i fattori di rischio. Nei pazienti senza fattori di rischio il primo ecocolordoppler delle carotidi può essere eseguito tranquillamente a 50-55  anni , mentre nei pazienti con plurimi fattori di  rischio (fumo, diabete, ipertensione, ipercolesterolemia) sarebbe auspicabile iniziare già  a 40 anni col primo accertamento. In base al risultato lo specialista che ha eseguito l’esame vi consiglierà il follow-up cioè 6 mesi,1 anno,due anni.

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