Le varici recidive degli arti inferiori.

 

Perché’ le vene varicose ritornano? Da sempre, uno dei problemi più importanti nella chirurgia delle varici è rappresentato dalle recidive, con percentuali , secondo le varie casistiche, che possono arrivare al 65% a 5 anni dall’intervento, ma la letteratura attuale fornisce dati quanto mai differenti circa la percentuale di recidive dopo il trattamento.

La malattia varicosa è una malattia di origine genetica (quindi non può essere guarita) cronica (dura tutta la vita) evolutiva (peggiora via via che il tempo passa).

La comparsa di varici recidive non sempre è accompagnata da sintomatologia. Spesso il paziente si rivolge allo specialista per un problema di tipo estetico, condizionato dalla recidiva varicosa.
La recidiva varicosa non risparmia anche i chirurghi di provata esperienza, anche se è vero che in tali chirurghi l’incidenza è più bassa.

Possiamo distinguere:
- varici recidive, che compaiono dopo poco tempo dall’intervento chirurgico, la cui comparsa è riconducibile ad un errore chirurgico
- varici residue alla stessa chirurgia
- nuove varici ( varici evolutive), cioè quelle che compaiono a distanza di un intervento chirurgico correttamente eseguito

Le recidive femorali sono le più frequenti e di più difficile risoluzione. La loro comparsa è dovuta ad errore chirurgico quando non sia legato od una vena afferente alla giunzione safenofemorale, oppure ad un collaterale che si immette direttamente nella vena femorale comune.
Tra le anomalie anatomiche che possono portare a recidive, la più frequente è l’esistenza di una duplice safena.

Il metodo più ovvio per ridurre le recidive è correggere le cause principali di reflusso già dal primo intervento, la mappatura preoperatoria con EcoColorDoppler  è pertanto indispensabile, sia per evidenziare i reflussi, che le eventuali anomalie anatomiche.
Nelle recidive per poter pianificare un corretto trattamento è di fondamentale importanza l’individuazione certa dei punti di fuga dal circolo venoso profondo o circolo pelvico.

La terapia delle varici recidive può essere nuovamente di tipo chirurgico o con scleroterapia (scleromousse ecoguidata).
La terapia chirurgica necessita, nella maggioranza dei casi, la revisione dell’ostio safeno-femorale associata a flebectomie multiple ed eventualmente alla legatura di comunicanti insufficienti..

La Scleromousse  è sicuramente  il mezzo più diffuso di scleroterapia dei grandi tronchi venosi recidivi. Questo perché, all’estrema semplicità, si associa un costo molto contenuto. L’ uso di questa tecnica non prevede il ricovero ospedaliero, dura circa 20 minuti e non richiede anestesia. Il paziente al termine di ogni trattamento può tornare alle proprie attività senza la perdita di alcuna giornata lavorativa.

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del Dott Alessandro
Centi Pizzutilli
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